Passi frettolosi
calpestano un filo d'erba
inerme sfida alla citta`.

L'aria illude i polmoni
con la sua freschezza.

Occhi assonnati
fissano con vitrea convinzione
fiumi di vocaboli stampati
multicolori
ripetitivi e mendaci
apportatori di speranze
lacrime 
promesse non mantenibili.

Gente che ti spinge
gente che si afferra a te
unico baluardo di resistenza
gente che si nasconde
dietro ai loro giornali
fingendo interesse
ai vari governi caduti
menischi rotti
dollari in ascesa.

Piedi implacabili
che ti pestano 
ad ogni opportunita`.

Lunatiche considerazioni
su caffe` ulcere 
e deodoranti mal usati.

Un ultimo scossone
e poi la liberta`.

L'infernale ferraglia arancione
fugge nel traffico. 

Milano:
che bella mattina di primavera.




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