Con il tuo sorriso fragile
e le lacrime nascoste
tra le pieghe del fazzoletto
ti avvicini guardinga
e mi chiedi se t'amo.

Mi ricordi quel passero
spavaldo ed incosciente
che ogni giorno 
entra nella nostra cucina
e l'ispeziona minutamente
noncurante della mia presenza
e che fugge soltanto
a qualche mio brusco gesto
inconsapevole
che se lo volessi ferire
 basterebbe
un suo attimo di distrazione.

Il mio indice scorre sulle tue labbra.
Non parlo: un semplice t'amo
non basterebbe a spiegare 
il fremito che mi pervade.

Il tuo bacio salato
e' la conferma che hai capito.

Milano, 28 novembre 1979

Pubblicata su Presenza, luglio 1983

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