Nel buio della stanza
riappaiono fantasmi lontani
ormai dimenticati.
Sento 
la profonditÓ del nulla...
Vorrei poter fuggire
da me stesso
quel che sono
quel che non voglio essere...

Le lenzuola mi soffocano
nel loro tepore.
La paura di rimanere solo a lungo
e pensare
e vedermi riflesso
nello specchio dell'introspezione
m'imperla la fronte.
Ma forse Ŕ il caldo 
oppure Ŕ un sogno
persistente richiamo
di una adolescenza mai finita.
Chiudo gli occhi
sperando che tutto cambi:
tutto Ŕ sempre uguale.

Il sonno
si, il sonno cancellerÓ tutto.


Ginevra, 10 aprile 1979


Classificata terza al Premio Collare d'Italia, 1980 Trieste
Publicata sull'antologia "Nel Segno dell'Umanesimo"

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